Breve profilo della Scuola Italiana

“Aldo Moro” di Bucarest


La Scuola “Aldo Moro” è una scuola italiana dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado nata nel 1975 per volere e desiderio di alcune famiglie italiane legate all’ambiente dell’Ambasciata e del Consolato.

In seguito, il progetto è stato portato avanti per soddisfare le esigenze educative degli italiani che vivono in Romania.

Grazie a un interesse sempre maggiore anche da parte delle famiglie romene, la Scuola è cresciuta sempre di più offrendo una formazione multiculturale e favorendo il bilinguismo; questo ha reso l’attività didattica più ricca e la scuola più inserita nell’ambiente romeno.

Negli ultimi anni la scuola è frequentata da alunni prevalentemente italo romeni.

Inizialmente si chiamava semplicemente Scuola Italiana, ma nel settembre del 1978, ottenuto il riconoscimento di scuola parificata, ha preso il nome di Aldo Moro, in onore dello statista ucciso.

Fino al 1990 la Scuola è stata ospitata presso la chiesa Italiana mentre dal 1990 è ubicata in un edificio storico di proprietà dello Stato Romeno (RAPPS), in affitto, in Strada Vasile Lascar, 52. Nel 1987 ha ottenuto il riconoscimento legale con D.I. 3158/19.03.1987 e nel 2007 il riconoscimento della parità con D.M. 267/5963 del 19.11. 2007.

La Scuola diffonde la lingua e la cultura italiana in Romania senza scopo di lucro ed è aperta a tutti.

 

Materie e lingue d’insegnamento

L’insegnamento si svolge in italiano ma a partire dall’anno scolastico 1997/98 è stato introdotto l’insegnamento della lingua romena e la sua utilizzazione anche come lingua veicolare (lingua romena, storia e geografia romena).

La Scuola prevede inoltre l’insegnamento della lingua inglese. I percorsi curricolari proposti sono quelli della scuola italiana. Il corpo insegnante è costituito da personale italiano e romeno che opera sotto il coordinamento di un direttore-preside.

La programmazione dell’attività didattica è elaborata sulla base delle potenzialità di ciascun alunno. In particolare, alunni che si trovano in situazione di svantaggio, anche per motivi di ordine psicologico o sociale, trovano nell’ambito scolastico uno spazio di accoglienza umana che favorisce la loro crescita e la loro espressività, tramite percorsi educativi che tengano presente le loro problematicità.