La storia

La prima scuola italiana a Bucarest: 1887-1948

In una relazione del 1887 il capo legazione a Bucarest, Beccaria Incise, parlava della presenza di una comunità italiana nella capitale romena di circa 900 persone, di estrazione sociale mista.
Questa comunità aveva dato vita ad una Società di Mutuo Soccorso e ad una Scuola, sussidiata dal governo regio, che contava un totale di 83 alunni di cui 53 italiani. Nel 1901 questa comunità fondò un Circolo Culturale che l’anno successivo si associò nel comitato locale della Società Dante Alighieri, grazie all’operato di Luigi Cazzavillan, un vicentino che dopo la guerra serbo-turca, dove combattè a fianco della legazione romena, si trasferì a Bucarest. Qui presidiò la Società di Mutuo Soccorso e fondò il giornale Universul (1884-1953) attorno a cui ruoterà buona parte della vita culturale e politica della Bucarest a cavallo tra ‘800 e ‘900. Il giornale ebbe molta fortuna, con una tiratura di decine di migliaia di copie, questo permise a Luigi Cazzavillan di investire sulla scuola italiana che venne edificata nel 1901 sulla via che oggi porta il suo nome e di cui oggi rimane una distesa di erbacce, con il nome di Scuola Regina Margherita, che per 47 anni contribuì alla diffusione dell’educazione e della cultura italiana. Verrà poi chiusa nel 1948 dalle autorità comuniste.

Nascita della scuola italiana Aldo Moro: 1975

 Nel 1975, per volere e desiderio di alcune famiglie italiane legate all’ambiente dell’Ambasciata e del Consolato, nacque la scuola italiana sotto forma di un’Associazione di diritto romeno senza scopo di lucro. All’inizio si chiamava semplicemente Scuola italiana, ma nel settembre del 1978, ottenuto il riconoscimento di scuola parificata, prese il nome di Asociatia Aldo Moro, in onore dello statista ucciso.

Fu ospitata presso la Chiesa Italiana di Bucarest, in Bulevardul Nicolae Balcescu 28, e nel 1990 venne spostata nella sede dove risiede ancora oggi, in Strada Vasile Lascar 52, stabile di proprietà dello Stato romeno in affitto. La scuola comprendeva la scuola dell’Infanzia, la scuola Primaria, la scuola Secondaria di I Grado e la scuola Secondaria di II Grado anche se per quest’ultima gli alunni si recavano ogni anno in Italia o presso una scuola statale italiana all’estero a sostenere gli esami di idoneità. È in questi anni che iniziano ad interessarsi e a frequentare la scuola anche i figli di famiglie romene, non per forza legati al mondo diplomatico o all’Italia.

Fino al 2006 lo Stato Italiano, tramite il Ministero degli Affari Esteri, assegnava alla scuola la figura di un Dirigente scolastico all’estero e, oltre allo stipendio di quest’ultimo, versava alla scuola un contributo annuale rilevante. Ma alla fine dell’A.S. 2006-2007, lo Stato Italiano comunica che avrebbe ritirato la figura ministeriale del Dirigente perché il numero dei bambini era molto basso (25 in tutto). A quel punto, il Dirigente non sarà più assegnato e pagato dallo Stato Italiano e il contributo verrà drasticamente ridotto. L’esistenza della scuola italiana è nuovamente compromessa.

Nuova gestione della scuola italiana: 2007

Nel 2007, ritirata la figura del Dirigente scolastico e con l’evidente rischio di chiusura della scuola, è grazie all’intervento di una famiglia italiana, residente in Romania per motivi di lavoro, a conoscenza dell’esperienza del gruppo di scuole di Liberi di Educare con sede in Italia, che si apre la prospettiva di portare avanti la scuola italiana di Bucarest diventando la prima scuola all’estero del gruppo di scuole. Una grande sfida che ha visto fin da subito impegnati il Presidente dell’Asociatia, la nuova Preside della scuola, il Corpo Docente e tutte quelle famiglie che hanno creduto realmente nell’importanza di avere una scuola italiana in Romania aperta a tutti. La nuova gestione ha fatto capo sempre all’Asociatia con la differenza che sono entrati a farne parte altri membri. A settembre del 2007 inizia ufficialmente il suo operato e la scuola ottiene la parità scolastica per la scuola Primaria e la scuola Secondaria di I Grado. Contemporaneamente iniziano anche i primi lavori tesi al miglioramento della struttura e della proposta didattica ed educativa. Per quanto riguarda la struttura, viene restaurata la soffitta dell’edificio (150 mq) soprattutto per fare spazio alla scuola dell’Infanzia che fino a quel momento era collocata in un prefabbricato. Per la didattica, entrano a fare parte del corpo docente 3 insegnanti italiani (nessuno ministeriale) e si lavora molto sull’adeguamento ai programmi italiani (la scuola non aveva ancora recepito la riforma Moratti).

 

Allo stesso tempo inizia una campagna di sensibilizzazione per dare visibilità alla scuola e di raccolta fondi (fundraising) per garantirne l’esistenza e il normale funzionamento. La precarietà della struttura, dovuta alla mancanza di spazi, limita al momento l’ampliamento dell’offerta formativa. L’aumento dell’affitto non facilita l’ammortizzamento delle spese nuove e di quelle ereditate dalla nuova gestione e soprattutto, il contributo statale ridotto a 6 000 euro all’anno (per arrivare solo negli ultimi anni a circa 25 000 euro) rendono faticoso il percorso di ripresa avviato. 
Va ricordato, come già detto, che lo stabile dove attualmente si trova la scuola è di proprietà dello Stato Romeno e nel 2008 l’affitto ha subito un aumento da 2.500 dollari a 5.500 euro al mese (più IVA, pari al 24%) incidendo negativamente nei bilanci della scuola.

Dal 2009 al 2013, grazie all’interessamento dell’Ambasciatore a Bucarest Mario Cospito, la scuola ha ricevuto maggiore attenzione da parte delle istituzioni italiane presenti sul territorio e degli imprenditori. Diversi sono stati gli sponsor che hanno contribuito economicamente o sotto forma di donazioni per il bene della scuola italiana: Pirelli (con un contributo biennale di 20 000 euro), Banca Intesa San Paolo, Unicredit, Finmeccanica, Enel e tante altre piccole e medie aziende italiane, senza dimenticare una cena di beneficienza tenuta nella Residenza dell’Ambasciata a favore della scuola.

La crescita e la ricerca di una sede

Tutti questi sforzi hanno fatto in modo che, negli anni successivi al 2008, gli alunni aumentassero di circa il 10% per anno e la maggioranza non appartiene più al corpo diplomatico come un tempo. Tuttavia, a partire dal 2011 in poi, questa crescita si è bloccata. Il motivo è dovuto al fatto che vi sono alcuni alunni che abbandonano la scuola perché le famiglie tornano o si trasferiscono in Italia (la minorità) e altri che abbandonano perché non è garantita la continuità didattica. Inoltre, la quota che ogni famiglia versa non corrisponde ai servizi che la struttura possa offrire. Lo stabile di Vasile Lascar non permette l’edificazione o l’ampliamento dei locali quindi, oltre a una mancanza di aule per formare una scuola Secondaria di II Grado, non è possibile sviluppare laboratori o attività pomeridiane come si vorrebbe.